Relazione: Studio e valorizzazione delle risorse naturali

Gli studi e la progettazione degli interventi sono riferiti ad un’area di crinale posta lungo la provinciale Cantagrillo – Montevettolini prevalentemente boscata ed interessata ad una serie di interventi finalizzati a sviluppare la funzione ricreativa e ricettiva di questi luoghi.
Nel regolamento Urbanistico del Comune di Serravalle l’area di progetto è identificata come sottozona T5 e soggetta a specifica normativa, di cui all’articolo 104.
Comprende un’area che ha un’estensione di 60.120 mq, interessata alla realizzazione di una struttura turistico-ricettiva finalizzata al turismo naturalistico-ecologico, un’area di 71.777 mq destinata a parco attrezzato con percorsi interni, aree di sosta corredate di giochi per bambini ed un’area di 80.100 mq di parco - bosco dove, grazie al recupero ed alla nuova realizzazione di sentieri si prevede la fruibilità per tutti coloro che vogliono “avventurarsi” in un bosco sicuro.
Occorre premettere che le aree che sono oggetto di progettazione non hanno niente di “naturale” nel senso stretto del termine in quanto questi boschi, come tutti i nostri boschi, sono frutto del risultato dell’opera dell’uomo che a seconda delle proprie necessità (produzione di cibo, produzione di legna, habitat per la produzione di selvaggina, ecc) ha indirizzato l’evoluzione verso tipologie a lui più necessarie.
Successivamente all’abbandono della coltivazione dei boschi questi hanno si sono avviati verso un’evoluzione più naturale che molto spesso li ha allontanati proprio da quella che sarebbe stata la loro naturalità. Nello specifico, l’introduzione del castagno per la produzione del frutto ed il successivo diffondersi di malattie come il cancro hanno fatto sì che l’evoluzione “naturale” del bosco consentisse l’affermazione della robinia, specie che da noi di naturale non ha proprio niente in quanto specie non appartenente alla vegetazione autoctona. Si dice, infatti, che la specie si è “naturalizzata” solo perché non siamo in grado di limitarne la diffusione e pertanto si è accolta fra le specie facenti parte della nostra vegetazione.

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